23 April 2017

Il voto francese sotto ricatto




In questo momento i francesi stanno votando per le presidenziali  con seggi aperti dalle 8 di mattina, tra minacce terroristiche, un precedente attacco ai Champs Elysées e allarmi per la sicurezza delle stesse urne. Non riporto le percentuali dei sondaggi dei favoriti perché non servono a nulla. Le urne chiuderanno alle 20. Sappiamo già che i candidati delle presidenziali sono Marine Le Pen per il Front National, François Fillon per l'UMP, il candidato di  extrême gauche chic in stile Bertinotti Jean-Luc Mélenchon e il centrista (ex hollandiano e vicino a Valls) Emanuel Macron.

Di solito gli attentati "false flag" a orologeria del solito islamico di cui poi si sa tutto a cose fatte e a misfatti compiuti, ma sul quale non viene esercitata alcuna prevenzione, ottengono il risultato di rilanciare i governi di "solidarietà nazionale" contro "la minaccia terrorista", in una sorta di retorico "embrassons-nous".
Scenario banalmente e tristemente déjà vu e déjà vécu. Avremo in ogni caso, un crescendo di attacchi da qui al ballottaggio in una strategia che oltre essere "della tensione" è anche  quella dell'"intimidazione" al diritto dei cittadini di scegliere il proprio candidato. Perciò aspettiamoci un calo delle presenze alle urne.
Personalmente non ho pensato neanche per un attimo che di questo clima potesse avvantaggiarsene la Le Pen, come qualcuno scrive. Semmai serve a disattivarne la carica innovativa e la sua capacità di distinguersi da altri schieramenti.  In ogni caso, se i francesi metteranno il solito "moderato" eurocratico o eurosuccube, color can-che-scappa alla guida dell'Eliseo, si meriteranno quel che già hanno: l'incremento e la prosecuzione di una stagione di ricatti.
Sappiamo già che i francesi non sono determinati quanto gli inglesi. Anche lì ci fu l'uccisione della povera Jo Cox nei giorni del referendum per la Brexit, ma gli Inglesi sono dei duri e andarono avanti con il Leave. Ma soprattutto non si fecero RICATTARE né distogliere dai loro propositi, ben consapevoli che il "morto" buttato lì a cavallo del referendum, era utile alla "guerra dei nervi"!

Sono molto d'accordo con questo pezzo di Federico Dezzani dal titolo "Un crescendo di tensione fino al ballottaggio e oltre..." circa la ricostruzione degli attentati "false flag" delle quali la Francia è stata vittima tra lo scorso anno e questo nuovo.

"Sulla sua auto abbandonata, sono però rinvenuti “un Corano e fogli scritti inneggianti all’ISIS, così come messaggi di sostegno allo Stato islamico sarebbero stati ritrovati accanto al cadavere”: elementi, uniti alla quasi immediata rivendicazione del Califfato attraverso il consueto Site Intelligence Group, che consentono di “archiviare” il caso quando i due cadaveri sono ancora caldi".

Insomma, gira e rigira il copione è sempre quello con l'ineffabile SITE di Rita Katz, colei che ha il trust di tutti i filmati dell'Isis. Senza contare che nessuno di questi terroristi viene mai acchiappato vivo, in modo da farlo "cantare" come si deve e saperne di più sulla dinamica dei fatti. Poi ci sarebbero pure i suoi correligionari radicalizzati da "torchiare", per mezzo dei quali smantellare la cupola jihadista. Ma qui, a quanto pare, i giochi sono "altri". Ben altri. E la "police française", non capisce, ma si adegua. Ordini superiori di scuderia?

Ormai  chi imbastisce queste scenografie del terrore e della morte, ci piglia per deficienti e non lo nasconde nemmeno più. E' mai possibile che si recuperino nell'auto dell'assassino il solito Corano con il segnalibro nei versetti già pronto nel punto giusto? O magari  si ritrovino gli stessi documenti di identità dell'assassino stragista nel veicolo, come è avvenuto in passato? Sono sempre più evidenti le matrici "false flag" con tanto di  falsi depistaggi di questi attacchi. False bandiere con morti  veri, naturalmente. 

Dove sono un po' meno ottimista è nelle aspettative di Dezzani, che pur in cuor mio sono anche le mie:

Che conclusioni si possono trarre da quest’ennesimo atto di guerra psicologica?
  • Marine Le Pen è saldamente in testa nei sondaggi “segreti” e vincerà con ampio margine il primo turno;
  • la strategia della tensione si intensificherà in vista del ballottaggio;
  • ampi spezzoni dello Stato, in primis i servizi segreti, lavoreranno contro la presidenza di Marine Le Pen;

Il 2017 entrerà nel vivo tra poco meno di 48 ore e l’attentato agli Champs-Elysées è solo il chicco di grandine che anticipa la tempesta.


Qui la prudenza è d'obbligo, dato che ormai ne abbiamo già viste di cotte e di crude.


C'è già chi si premura di  parlare di rimonta del bamboccione Macron, creatura uscita dalla Banca Rothschild. Io non penso che ci sia un'infatuazione dei francesi per Macron, ma dei media mainstream d'Oltralpe e del loro gusto per il "feuilleton" (la relazione con la sua professoressa di vent'anni più vecchia, ad uso rotocalchi illustrati). Ho parlato in questi giorni con amici francesi, e  posso assicurare che di Macron ne pensano tutto il peggio. Sono perfettamente consapevoli che proviene dal mondo delle banche e della finanza e che è stato compromesso col governo Valls-Hollande. Se  per caso dovesse vincere, possiamo pure affermare che oramai siamo alla più bieca "mediocrazia". Sia nel senso della mediocrità che dei media  che sempre ci preparano il futile teatrino depistante dei gossip, che del loro strapotere manipolativo.

I miei più sentiti auguri a Marine Le Pen per un successo e avanzata del Front National. Ma il mio augurio più fervido è quello che, una volta eletta presidente (semmai riuscisse al secondo turno), mantenga  tutto quanto ha promesso nella campagna elettorale in materia di sovranità nazionale, monetaria, di stop all'immigrazione e di difesa dell'identità della sua Patria in vista di una nuova Europa dei popoli e non delle élites bancarie. Soprattutto, le auguro di non farsi condizionare da quei poteri occulti e consorterie finanziarie capaci di infiltrarsi nei gangli più segreti degli apparati statali e delle istituzioni. Li stiamo già vedendo all'opera con Trump, purtroppo.




ça ira! ça ira!

Stanotte ne sapremo di più...

19 April 2017

Trump l'oeil?






Rieccomi. Ammutoliti, stiamo assistendo tutti quanti alla grande capriola di Trump rispetto al suo stesso programma elettorale. Dallo Zenith al Nadir. Ma è probabile che un gruppo di potere debole e isolato, come quello che si è raccolto intorno a lui, abbia tentato la scalata e sia stato “castrato” una volta raggiunto l’obbiettivo. I due casi macroscopici di Michael Flynn e Steve Bannon (il conservatore vicino al pensiero di Guénon) silurati nel breve, stanno a dimostrare che quella parte di Trump che era piaciuta ai partiti sovranisti europei, ha mollato (o è  stata costretta a mollare) la presa. La simpatia (spontanea?) mostrata da Trump nei confronti di Israele, con Gerusalemme capitale, potrebbe essere un'altra prova. Ma è  soprattutto il bombardamento in Siria, quale punizione dopo l'attacco chimico ad Idlib attribuito (senza prove) ad Assad,  l’indizio più concreto, assieme alle provocazioni nei confronti della Corea del Nord, incurante della possibilità di un conflitto nucleare che coinvolgerà, con i suoi effetti, gli stati dell’Estremo Oriente e la stessa Cina alla quale poi la Casa Bianca  chiede un ruolo di mediazione.

Qualcuno obbietterà: "Che ti importa di un Cicciobello e per giunta comunista, come Kim Jong-u?  ".  Figuriamoci: niente! E sul comunismo non ho  affatto cambiato idea. Dove però resto della mia idea è contro l'esportazione della democrazia, che tanto mi puzza di comunismo su scala planetaria. E allora se Kim-Jong si tiene il suo comunismo pezzente e pauperista a casa sua, lo trovo senza'altro meno deprecabile che esportare una "democrazia" a colpi di bombe e di conflitti nucleari a casa d'altri allo scopo di impiantare banche, finanziarie, e multinazionali, quale forma di "ricostruzione" sulle macerie.
Tutti noi ci siamo bevuti la fòla di un Trump chiuso nel suo "splendido isolamento" e incurante di sembrare un parruccone "protezionista", così come emergeva dalla campagna elettorale dello scorso anno (il suo motto "America first"). Personalmente ho voluto credere in una sua avversione nei confronti del TPP e del Nafta e quando parlava di un drastico ridimensionamento della Nato giudicata obsoleta, ho voluto dargli un'apertura di credito (mio post "Dare a Trump una chance").

La Carl Vinson è stata fotografata nell'Oceano indiano al largo delle isole Sunda, distante da quel mar del Giappone dove avrebbe dovuto posizionarsi: è giallo sull'errore di rotta!

Non sono stata la sola, tenuto conto che perfino alla Duma russa hanno brindato per la sua vittoria elettorale, auspicando un cambiamento rispetto alla precedente amministrazione e a rapporti pacifici e amichevoli tra Russia e Usa. E ora?
Ora assistiamo addirittura al suo doppiopesismo nei confronti del massacro consumato l'altra notte ad al-Rashideen, sobborgo vicino ad Aleppo in Siria, nel quale hanno perso la vita circa 120 persone. Qui il video.
Di queste, 13 sono le donne e 68 i minorenni. Una strage di giovani vite, tra i quali molti bambini. La crudeltà è stata pari, se non peggiore a quella del precedente "attacco chimico". Perché secondo quanto emerge dalle testimonianze, i terroristi avrebbero messo in atto una vera e propria trappola per uccidere quanti più innocenti possibili. Subito dopo l'esplosione, i presenti hanno raccontato un episodio finora passato in sordina: "Hanno iniziato a distribuire delle patatine e i bambini sono corsi verso il veicolo", ha urlato un testimone ai media locali come riportato dal Corriere.
Lo sdegno di Trump sui bambini eterne vittime di questo attentato ad opera dei "ribelli moderati" finanziati dall'Occidente?
In questo caso, non pervenuto, dato che è palese  che qui  Assad non c'entra niente.

Altre forme di inspiegabile opportunismo politico sono il non colpire i sauditi e i quatarioti,  anzi tenerli come i soliti "fedeli" amiconi,  sintomo più grave di tutta la faccenda, tenuto conto che la loro "amicizia" è uno dei pilastri di McCain, Bush, Clinton Obama..(soprattutto se poi si dichiara ai 4 venti  che  si deve distruggere l'ISIS alla radice );  poi l'attacco in Siria, mi ha fatto cadere, sinceramente le braccia..(anche se ho in cuor mio, vorrei che fosse stata una finta).

Non mancano gli eterni illusi che qua e là pullulano per forum, accreditando l'immagine di un Trump machiavellico con strategie  che consentano al tycoon di recuperare potere, mediante una mossa che possa ottenere una pluralità di sbocchi.


Ne prendo uno a caso:
"Fin qui ha pacificato gli animi in casa e continua a muoversi in tal senso, così facendo mette in serio pericolo, al momento, i rapporti con i Russi tirando la corda fino a non spezzarla rischiando comunque di romperla. Alla fine concluderà un accordo, magari sperando così pure al meglio, giustificando al suo interno di non poter andare oltre, pena la guerra. In tal modo si svincola dall'impeachment che sarebbe difficilmente compreso in US dopo tutto un can can da western e poliziotto del mondo in perfetto stile neocon. Gli elettori che al momento si è bruciato? conta di riprenderseli in un 2° momento comunque in tempo per cercare di correre per il 2°mandato.
Il gioco pericoloso è quello di spuntare le armi dei suoi nemici interni, più pericolosi per lui di quelli esterni che ritiene di poter così utilizzare, scimmiottando le loro tesi. E' comunque un gioco d'azzardo, anche per il mondo intero, di un uomo che altrimenti sarebbe solo, condizione che lo espone ad essere facile preda".

Ma ecco come i sogni svaniscano all'alba: Trump potrebbe chiedere all'Italia e al  suo governo (abusivo) Gentiloni di partecipare in prima linea in Iraq, dove al momento forniamo solo opera di assistenza logistica (fonte il Giornale). Non solo, ma "ridimensionamento della Nato" potrebbe voler dire che gli "alleati" siano costretti a sborsare più quattrini per guerre che in realtà interessano solo gli USA.

Siamo dunque al Trump-l’oeil?  Per poter vincere la campagna elettorale i suoi Stregoni della Notizia, gli spin doctor del suo staff, hanno diffuso tutti i topics del sovranismo, dello spirito identitario, per poi farglieli rimangiare una volta eletto. Un magistrale colpo basso contro i suoi stessi elettori !

Racconta Plinio il Vecchio che due pittori greci Zeusi e Parrasio intrapresero una gara.  Il pittore Zeusi dipinse un grappolo d'uva così veritiero che intorno gli svolazzarono tutti gli uccellini, tentando di beccarla. Inorgoglito dal successo, chiese al suo collega  Parrasio di aprire una tenda per esaminare il suo dipinto: ma era una tenda dipinta da Parrasio e a cadere nella trappola  stavolta fu lui, l'amico-rivale. Ecco tutti noi, siamo forse un po' come quegli uccellini intorno all'uva falsa, e  come l'ingenuo orgoglioso Zeusi che apre la tenda dipinta dell'amico Parrasio, perdendo la gara.

Una lezione che ci serve a riflettere e  a constatare sempre più che la libertà è merce rarissima e che occorre concentrarci sulle nostre forze, trovando in noi stessi le nostre risorse,  senza aspettare che arrivino i nostri d'Oltreatlantico con la giubba blu.



14 April 2017

Tregua Pasquale





I fiori non sono mai stati così belli come in questo crudele aprile; forse a causa del pericolo e dei rischi che corrono. Sono stati giorni difficili e forse non ci lasceranno ancora  in pace, poiché come ho già avuto modo di scrivere,  ormai non ci sono più Natali, né Pasque né feste comandate in grado di toglierci di torno questi satanassi che vogliono sconquassare il mondo e funestarci in mille modi l'esistenza. Posso solo dire che l'ordine è  più forte del caos, che il desiderio di giustizia ha sempre la meglio su chi pesca nel torbido, che  la Vita è più forte della Morte e che per quanto facciano, non riusciranno  fino in fondo nei loro nefandi intenti.  E' questa la nostra sola speranza che non deve abbandonarci. 
Per qualche giorno questo blog sarà chiuso e tolgo anche lo spazio  dei commenti, in cerca di un po' di libertà. Per cercare di capire se la vita ha ancora un qualche soffio di dolcezza da offrirci o se viceversa dovremo rassegnarci al Male e alla sopraffazione. Se ha ancora un senso, o se viceversa per dirla in modo scespiriano, è un lungo monologo detto da un idiota fatto di Urlo e di Furore, il cui significato è Nulla. Ovviamente mentre infuriano vere tragedie alle porte di casa nostra e ogni giorno in Patria le cronache ci parlano di poveri vecchi sgozzati per poche centinaia  di euro, impazza la stolta campagna per salvare i teneri agnellini dall’arrosto pasquale. Guardatevi dai sentimentalismi melassosi e mangiate pure quel che volete. Ma soprattutto...



trascorrete una Buona Pasqua! A presto...

10 April 2017

Settimana di passione e di sangue





Palme di sangue in Egitto. Confesso che non so più da che parte volgere lo sguardo e che non credo che quanto accada nel globo sia disgiunto. Proviamo a unire i punti delle varie località come si fa nei giochi enigmistici. L'ultimo sanguinoso attentato multiplo (più attacchi in due chiese) è avvenuto  in Egitto: 45 morti e centinaia di feriti, con il solito Isis (sconfitto in Siria, ma che spunta da quelle parti) che rivendica gli attacchi.  Per l'esattezza, il primo nella chiesa di San Giorgio a Tanta, a nord del Cairo. La seconda esplosione fuori dalla chiesa di San Marco ad Alessandria. Una centinaio i feriti nelle due esplosioni, bilancio disastroso destinato a crescere.  Al Sisi impone al paese tre mesi di stato di emergenza. Pare che l'obbiettivo fosse il papa cristiano copto Tawadros II che aveva officiato messa nella chiesa di San Marco ad Alessandria e tratto in salvo. I feriti si contano a centinaia nell'esasperazione della gente. Occorre ricordare che qualche giorno prima, Trump si era incontrato con Al Sisi  mentre San Pietroburgo era dilaniata da un altro attacco di matrice islamica alla metropolitana. E' chiaro che gli attacchi di Alessandria e Tanta hanno una matrice religiosa ben precisa, dato che l'esplosione dei kamikaze è avvenuta quando i sacerdoti intonavano canti religiosi. Cristiani. Tant'è  vero che c'è chi parla di pulizia etnica dei Cristiani d'Oriente la cui presenza deve essere cancellata. 


Suscita impressione e una profonda pena vedere un povero copto mostrare alle telecamere la sua palma insanguinata, mentre piange disperato in una ricorrenza tanto cara alla cristianità.


Nel nord Europa, Stoccolma piange i  suoi morti di venerdi (pochi giorni prima). Il giorno dopo la corsa folle di un camion nel centro della città, e la morte di quattro persone - tra queste una bambina di 11 anni che tornava da scuola.
Il sospettato numero uno è un uzbeko di 39 anni, è stato preso ieri a nord di Stoccolma incappucciato con felpa. Siamo tutti un po' stanchi di sentire cronache farlocche che parlano di immigrati con una fedina sporca che più sporca non si può, che avrebbero dovuto essere espulsi, ma che invece mettono pesantemente in crisi il concetto di sicurezza e incolumità dei cittadini. Siamo arcistufi di vedere immagini di quelle che un tempo erano le città più linde, civili, sicure del mondo e che ora vediamo sconquassate da immagini di rovina, di desolazione, di dolore, di degrado dovuto all'immigrazione. Evacuata la stazione centrale, fermati i treni regionali e i convogli della metropolitana, chiusi i due più grandi centri commerciali della capitale, con la polizia ha circondato e isolato praticamente tutto il centro città, invitando la gente a non cercare di andarci, né a piedi né in auto. E così via con il panico, il caos e il trambusto, simile  a quello recente di  Londra,  in un copione che si ripete...



Queste sciagure, questi lutti, non finiranno mai finché si teorizza la società multietnica e multikulti, come il migliore dei mondi possibili. Finché si parla di "società aperta", di accoglienza senza limiti. E chi ha organizzato questo sconquasso per disinnescare l'omogenità della grande civiltà europea lo sa benissimo, poiché è proprio questo obbiettivo che si prefigge. 
Scene da Libano, scene da Balcani, scene da Iraq e da fronti caldi un tempo lontani che avvengono oggi nel cuore di un' Europa imbelle, masochista e indifesa nei confronti di  personaggi brutali e fuorilegge, ma matrigna e cattiva coi suoi più onesti cittadini.

Oggi al tg la nostra Rai in collegamento dalla Svezia, la prima cosa che ha fatto è ricevere la testimonianza di una "nuova svedese" africana sull'attentato. Ti colleghi con Stoccolma e presumi di vedere apparire in video una vichinga bionda con gli occhi azzurri che ti spiega i fatti. E invece no.
Ogni occasione è buona per fare propaganda, per farci un sistematico lavaggio al cervello e costringerci a pensare che il modello americano "melting pot" (quello che non funziona nemmeno da loro, sebbene ci siano nati dentro da sempre), sia quello giusto. E che perfino tra i fiordi della Norvegia si possano trovare tanti Mohammed "ben integrati" che parlano norvegese e si danno alla pacifica pesca del merluzzo. Palle disastrose e catastrofiche mentre anche la Norvegia è aggredita da pacchi bomba !

E' un caso se mentre l'Europa dell'Est e del Nord viene aggredita da attentati, se in Egitto si scatena il panico tra i fedeli cristiani dilaniati e maciullati di bombe,  ci si mette pure un attacco chimico in Siria il cui mandante non è ancora stato identificato che già scatena una rappresaglia americana nella base aerea di Shayrat? E' un altro caso se l'America allerta 150.000 riservisti per colpire, a sorpresa,  forse altre aree del mondo? 
C'era una volta la classica dichiarazione di guerra, un atto di lealtà. Oggi le guerre non si dichiarano, si fanno: asimmetriche, terroristiche, demografiche, per mezzo di immigrazioni apocalittiche, per mezzo della finanza predatoria, con l'esproprio e le confische... E non si vincono mai, perché  devono servire a non venirne mai a capo, destabilizzando e scoperchiando all'infinito aree cruciali, immiserendo le popolazioni  per poi sprofondarle in un terrore e orrore senza fine.
Intanto assistiamo impotenti e increduli ad una settimana cruciale di passione e di sangue. Non ci sono più Natali né Pasque, né primavere, né estati, né inverni, senza camion bomba, senza qualche catastrofica notizia.  E' come se il NWO innescasse mine devastanti dappertutto, pronte a farle deflagrare a seconda  delle necessità. E il tributo pagato è sempre più greve e intollerabile. E' questo il fil rouge che unisce tutte queste realtà!
Siano maledetti quelli del shock and awe e che possano provare analoga pena di contrappasso!

E da noi? L'Italia è già il corridoio disumanizzante di questi personaggi che si arruolano, si armano fino ai denti e corrono a provocare stragi in giro. Per questo ci risparmiano, per ora. Tuttavia si muore giornalmente per mano di sbandati, balordi, feccia criminale lasciata libera e impunita di fare rapine, torture e vessazioni d'ogni tipo. Oggi portano il nome di Igor, il killer di Budrio nel bolognese che ha ucciso un povero barista e una guardia giurata. Budrio,  un tempo il paese delle ocarine dell'orchestra Casadei. Domani sarà un altro nome di  immigrato senza documenti in regola, ma con licenza di uccidere un povero pensionato o un tabaccante a riempire le cronache nere; l'ennesimo sbandato con un dossier delinquenziale lungo un chilometro che non avrebbe mai dovuto circolare, ma che circola impunito, indisturbato e non lo fermano nemmeno i carabinieri del Tuscania. E' guerra anche questa. 

06 April 2017

Il sangue di San Pietroburgo




Avrete notato tutti come il fascio di luce dei riflettori mediatici si sia soffermato poco sull'attentato di San Pietroburgo, rispetto a quello di  Londra e di come sia subito stato sopraffatto dall'attacco di Idlib  con gas Sarin in Siria. Perciò innanzitutto sono costretta a tornare a San Pietroburgo, la città dalle molteplici chiese lungo il fiume Neva. Abbiamo radici italiane in questa magica città nella quale gli zar commissionarono  l'opera all'architetto ticinese Domenico Trezzini, e ad altri architetti di scuola italiana. Sono d'accordo con Gian Micalessin quando scrive: "Aver arrestato lo scivolamento dell’Ucraina verso Nato e Unione Europea, aver rimesso piede in un Medio Oriente dove l’influenza degli Usa di Obama era al lumicino, aver gettato le basi per la rinascita della potenza russa e aver ipotizzato un’intesa con Donald Trump ha sicuramente un costo."
Putin come nuovo attore nello scacchiere mondiale viene considerato un leader "pericoloso" per le mire egemoniche ed espansioniste dei mondialisti. Sa mantenere una stabilità al proprio paese, è un leader amato e stimato, è stato riconfermato alle elezioni presidenziali del 2012, ha saputo essere determinante nella lotta contro il terrorismo e si è mostrato determinato nel voler sconfiggere l'Isis. Insomma si è mostrato protagonista, e non comparsa e non si è piegato.
Per lo "zar Putin" cercasi tanti piccoli Lenin in grado di recargli il danno di nuove "rivoluzioni colorate". E' un po' questo lo schema detto in soldoni. Si dà il caso che i russi siano consapevoli  della loro storia e  cultura. Ne parlò in proposito l'ambasciatore Komov a Rovereto qualche anno fa, ricordando che le "radici" di quel marxismo-leninismo che tanto li afflisse con la sua dittatura durata quasi un secolo, sono made in Europe e che la Russia è un paese cristiano geloso custode dei suoi valori. Volendo un po' forzare, la prima "rivoluzione colorata" finanziata dai Rothschild per il tramite di Lenin e Trotzky avvenne proprio nel 1917. Pertanto quell'Alexey Navalny che si è distinto in questi giorni quale agitatore di sommosse,  è un dissidente anti-Putin che fonda in Russia movimenti politici finanziati dagli Usa e venne formato nei  premiati laboratori universitari americani collegati all’élite mondialista in connessione con la Cia. Insomma un vero oppositore e agitatore "spontaneo" di popolo.
Tutto ciò è quanto basta per capire la natura delle recenti proteste in Russia: prove tecniche di "rivoluzione colorata" sospinta dalle oligarchie sorosiane simile a quelle già ampiamente sperimentate in Ucraina e in altri paesi eurasiatici ed estese anche all'area mediterranea.

Non si è fatta attendere la risposta violenta a San Pietroburgo dopo l'arresto di Navalny: l'attentato alla metropolitana che ha causato 11 morti e 51 feriti (bilancio destinato a crescere) subito provvidenzialmente tolto dall'attenzione mediatica occidentale. Gli esecutori materiali sono secondo i il comitato investigativo russo, membri di Al Nusra e dell'Isis, ma poco importa. Sappiamo bene che il terrorismo è la testa d'ariete idonea a  creare instabilità e a scatenare "la guerra dei nervi" oltre a quella contro le vittime.  Nessuno però in Europa ha acceso palazzi di rappresentanza diplomatica con il tricolore della bandiera russa, nessuno slogan in stile "Je suis Charlie", "Je suis Bataclan" e  in un battibaleno ecco voltare subito pagina. Anzi, alcuni media particolarmente russofobi in questi giorni hanno sposato la tesi "complottista" dell'auto-attentato. E pure Luttwak e l'editorialista del Corriere Franco Venturini, hanno sposato questa tesi. Per non dire del solito Mieli.

A pochissimi giorni, ecco la nuova tragedia siriana di IDLIB, attacco chimico che ha procurato 72 morti.  E' chiaro che mediaticamente questo attacco chimico serve anche a coprire l'attentato precedente e a far passare  Putin, da vittima che era, a collaborazionista del carnefice Assad. Ben lo spiega Mauro Bottarelli nel suo articolo pubblicato anche su Rischio Calcolato. Molte cose non tornano in queste ore convulse e la narrazione mainstream è tutt'altro che credibile.




Perché Assad avrebbe deciso di effettuare un bombardamento chimico nella fase finale di una guerra ormai vinta e nel giorno in cui a Bruxelles si apriva la Conferenza Internazionale sul futuro della Siria (e su quello suo)?

E perché l’avrebbe fatto pochi giorni dopo aver incassato dall’Amministrazione Trump (per bocca di Nikki Haley, ambasciatrice all’Onu), la conferma che rimuoverlo “non è più una priorità degli Stati Uniti”?
Perché il regime siriano, in maniera così goffa e intempestiva, avrebbe optato per un attacco con armi chimiche violando l’accordo siglato nel 2013 a Ginevra sotto l’egida di Usa e Russia, che portò all’effettivo smantellamento del suo arsenale (come è stato riconosciuto dall’Onu), accordo mai violato in questi anni neppure nei momenti di maggiore indecisione sull’esito della guerra?

Perché farlo, ben sapendo che questo avrebbe scatenato la comunità internazionale, messo in drammatica difficoltà l’alleato russo, riacutizzato le divisioni nel mondo arabo, provocato una legittima reazione tra gli stessi siriani che oggi, a stragrande maggioranza, vedono Assad come il salvatore della Siria contro l’occupazione terrorista dei mercenari islamisti? Sono questi,  gli interrogativi posti da Giampaolo Rossi nel suo blog, che attendono risposte. Ma anche da parte di tutti quelli che non si bevono la versione del mainstream sulla Siria, scatenatasi in queste ore. 

Intanto però senza uno straccio di prova, la cosiddetta ossimorica "comunità internazionale" ha già lanciato la sua condanna: Assad se ne deve andare e guerra su tutti i fronti a chi lo sostiene. Se lo dicono pure la Mogherini e Alfano l'Africano, allora siamo a posto. Se Corriere, Repubblica, Stampa, il Fatto e altra stampaglia pretoriana lo ripetono, allora sappiamo che i giornalisti si confermano sempre di più vil razza dannata. Fatte salve le debite eccezioni.

Nel merito delle armi chimiche ecco una buona intervista ad Andrea Purgatori (foto in basso) su Intelligo news su tutto ciò che non torna. E Purgatori è un cronista che ai bombardamenti chimici e ai suoi effetti nefasti generalizzati a tutti (e non solo ai bambini)  ha assistito quando Saddam Hussein li scaricò sulla popolazione curda provocando 5000 morti e un numero incalcolabile di feriti. Pertanto le armi chimiche non sono "selettive" né "intelligenti".


Assad non avrebbe alcun interesse ad autorizzare un attacco chimico del quale a suo tempo lo avevano già accusato falsamente senza uno straccio di prova, tant'è che dovettero desistere. Questa a mio modesto avviso, è una bella canagliata buttata lì per accelerare eventi nefasti e reazioni belliche incontrollabili che  personalmente mi fanno una certa paura.  Non mi sono piaciute in queste ore, nemmeno le dichiarazioni di un Trump stranamente "obamizzato", del  tutto incoerenti col Trump oppositore di Obama. 
Dio ci salvi dalla miopia e dall'ottusità criminale della classe politica cosiddetta internazionale che ritrova i suoi galoppini ripetitori in ambito nazionale. 
Il sangue di San Pietroburgo potrebbe essere solo prodromico di  tanto altro sangue innocente che verrà. Una cosa è certa: nessuno di quelli che hanno interesse alla pace (quella vera) e alla verità, vuole vivere una simile avventura senza ritorno.

AGGIORNAMENTO DEL 7 aprile  Sono stata fin troppo facile profeta. E' scattata la rappresaglia americana contro la base aerea siriana di Shayrat. In una nota il Pentagono ha definito la risposta americana "proporzionata" rispetto all’odiosa azione di Assad contro la propria gente. Il raid è scattato quando in Siria erano le 4.40 del mattino. Era già tutto previsto ancor prima dell'attacco chimico a Idlib - dichiara  i ministro russo degli Esteri Sergheij Lavrov. 
“Un’aggressione contro uno Stato sovrano in violazione delle norme di diritto internazionale, su pretesti inventati”, ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. “Quest’azione di Washington arreca un danno considerevole alle relazioni russo-americane, che erano già compromesse”.